Gli gnocchi di zucca sono una preparazione di cucina estremamente diffusa in molti paesi del mondo e presentano differenze notevoli da un tipo all’altro sia per forma che per ingredienti.
Per semplificare si possono definire come piccoli pezzi di impasto, solitamente di forma tondeggiante, che vengono bolliti in acqua o brodo e quindi conditi con salse varie.
Gli gnocchi sono un cibo antichissimo, preparato con farine differenti: farina di frumento, di riso, di semola, con patate, pane secco, tuberi o verdure varie.
Quelli più diffusi in Italia oggi sono preparati con le patate molto diffusi sono anche quelli preparati con un semplice impasto di acqua e farina.
Quelli preparati con il semolino vengono soprannominati alla romana; altri ancora utilizzano la farina di mais; inoltre vengono usati svariati altri ingredienti in base alla tradizione locale/regionale.
Possono venire serviti come primo, come è tradizione in quasi tutta Italia, come piatto unico o come contorno.
Gli gnocchi già descritti a partire dalla seconda metà del Ottocento, nel 1880 si diffusero a macchia d’olio quelli a base di patate. Solitamente vengono conditi con sugo di carne o al ragù , ma anche in bianco con burro fuso e formaggio, con l’aggiunta di aromi come la salvia, o spezie come la noce moscata o la cannella.
In Campania vantano una antichissima tradizione, vengono anche detti strangulaprievete.
Il giorno tradizionale in questo caso è la domenica; conditi con ragù napoletano e mozzarella e successivamente gratinati al forno, danno luogo alla ricetta degli gnocchi alla sorrentina.
Scopri anche:
Ricetta Gnocchi di zucca
- 250 gr di zucca cotta e fredda
- 100/120 gr di farina 00
- 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
per il condimento:

PROCEDIMENTO
Come: Gnocchi di zucca
1– cuocere la zucca al forno al naturale senza aggiungere né sale né olio
(i tempi di cottura dipenderanno dallo spessore e dal tipo di zucca).
2– quando la zucca sarà ben fredda frullarla o passarla al passatutto fino ad ottenere una purea.
3– aggiungere la farina poca alla volta e il parmigiano grattugiato.
4– mescolare ed attendere.
Il segreto per degli gnocchi morbidi: non aggiungere mai troppa farina tutta insieme ma aspettare che la farina si reidrati e il composto si stabilizzi.
5– trascorsi 5 o 10 minuti controlliamo il nostro impasto se ancora troppo morbido allora aggiungiamo ancora della farina altrimenti no.
6– la quantità di farina dipenderà dal tipo di zucca.
7– ottenuto il nostro composto andiamo a ricavare dei filoncini e quindi tanti tocchetti.
8– andiamo a rigare gli gnocchi con un riga gnocchi.
o con una forchetta.
9– bollire in acqua salata per pochi minuti.
10– scolare non appena salgono a galla.
11– trasferire gli gnocchi nella padella in cui abbiamo sciolto il burro con la salvia.
12– servire aggiungendo, se piace, parmigiano grattugiato e servire subito.

La storia degli gnocchi di patate ha inizio quando vennero importate in Europa le prime patate provenienti dal continente americano. Gli altri tipi di gnocchi venivano impastati con mollica di pane, latte e mandorle, tritate e venivano chiamati zanzarelli. Per preparare gli zanzarelli venivano utilizzati ingredienti particolari che ne determinavano la differente colorazione: ad esempio vi erano gli zanzarelli verdi, impastati con bietola e spinaci che sono molto tipici, e gli zanzarelli gialli, realizzati con l’aggiunta di zucca o zafferano.
C’erano poi malfatti bianchi, impastati con carne di pollo tritata, ed arancioni, quando venivano preparati con carote. Nel Seicento invece subirono un lieve cambiamento nel nome e nella preparazione.
Nella città di Roma gli gnocchi rappresentano il piatto tradizionale del giovedì, seguendo il detto “Giovedì gnocchi, Venerdì pesce (o anche “ceci e baccalà”), Sabato trippa” (il proverbio sottolinea l’importanza del giovedì come giorno quasi festivo, che necessita d’un piatto elaborato e gustoso e che anticipa quello di magro del giorno successivo). Ancora sopravvivono antiche osterie e trattorie dove si segue la tradizione. Noto è il detto romano “Ridi, ridi, che mamma ha fatto i gnocchi“, fuori da Roma reso solitamente con l’articolo i davanti a gnocchi, anziché l’articolo gli richiesto dallo standard italiano attuale.