Le Ciambelle – biscotti di San Biagio sono dei dolci tipici della tradizione abruzzese , si tratta di biscotti a forma di ciambella dal sapore e dall’aspetto molto rustico e casereccio e dal caratteristico profumo di anice.
Come per tutte le ricette della tradizione , anche per le ciambelle – biscotti di San Biagio esistono tantissime ricette con tante versioni diverse , ciò che le accomuna tutte è l’uso dei semi di anice profumo tipico e caratteristica principale di questo dolce .
Ogni famiglia abruzzese custodisce gelosamente la sua ricetta che tramanda di generazione in generazione.
RICETTA CIAMBELLE – BISCOTTI DI SAN BIAGIO
La ricetta di cui sto per parlarvi sembra essere molto vicina a quella originale , prevede l’uso di pochi e semplici ingredienti che tutti abbiamo in casa: farina, zucchero, strutto , uova , ammoniaca alimentare , latte e semi di anice.
Anche la preparazione di questi biscotti è molto semplice: basterà unire tutti gli ingredienti in una ciotola , formare delle ciambelle (che possono essere decorate con granella di zucchero , amarene o ciliegie candite) , passarle nello zucchero e cuocere in forno.
Dopo aver preparato insieme le CIAMBELLE DI SAN BIAGIO ( nella versione lievitato ) , ecco che arrivano le CIAMBELLE di San Biagio in versione biscotto!
Forza! Ora andiamo in cucina, ci sono dei biscotti deliziosi da preparare, per la gioia di tutta la famiglia sempre dal cuore alle mani per te!
INGREDIENTI
per 28 biscotti da 40 g ciascuno
- 600 g di farina 00
- 150 g di zucchero semolato
- 4 uova
- 80 g di strutto
- 8 g di ammoniaca alimentare per dolci
- 10 g di semi di anice
- 80 o 100 ml di latte ( oppure 20 ml di liquore all’anice o sassolino e 60 di latte )
- scorza di limone
- 1 pizzico di sale
- zucchero o granella di zucchero per la decorazione

PROCEDIMENTO
Come fare: Ciambelle – biscotti di San Biagio
1. Raccogliete in una ciotola la farina , lo zucchero e lo strutto .
Strofinate con la punta delle dita il tutto fino ad ottenere un composto sabbioso.

2. Unite i semi di anice e la scorza di limone.

3. Le uova.

4. Sciogliete l’ammoniaca in una parte di latte
( si verrà a creare una schiuma in superficie, niente paura è tutto nella norma).

5. Unite l’ammoniaca sciolta al composto ed impastate aggiungendo il latte poco alla volta
( la quantità di latte potrebbe variare a seconda del tipo di farina che andrete ad utilizzare e a seconda della grandezza delle uova ).

6. Dovrete ottenere un composto morbido ma non appiccicoso.
Quindi trasferite il panetto ottenuto sul piano di lavoro infarinato ed impastate per pochi minuti.
Lasciate riposare giusto il tempo che il forno arrivi a temperatura.
7. Prelevate parte del composto e formate dei cordoncini di circa 20 cm , unite le due estremità a formare una ciambella ed intingete nello zucchero.

Cottura
8. Disponete ogni ciambella – biscotto su una teglia ricoperta di carta forno e cuocete in forno caldo a 170° ventilato per 20/25 minuti
( i tempi di cottura possono variare in base al vostro forno e allo spessore della teglia utilizzata e alla grandezza dei biscotti).

9. Sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di conservare in barattoli puliti in vetro o in latta con chiusura ermetica.
I Biscotti di conservano a lungo grazie all’uso dell’ammoniaca che li renderà leggeri e fragranti.

COTTURA IN FRIGGITRICE AD ARIA
Cuoci a 150 gradi per 20 minuti circa, posizionando i biscotti su carta forno indicata per friggitrice. A fine cottura elimina la carta forno e prosegui la cottura per gli ultimi 5 minuti. Controlla sempre a vista , i tempi di cottura sono indicativi, dipenderanno dalla grandezza dei biscotti e dalla potenza della tua friggitrice.
STORIA
Questo biscotto affonda le radici nel passato a quando il 2 febbraio del 1703 un violento terremoto rase al suolo molte città abruzzesi , tra cui l’Aquila . I sopravvissuti a quel terremoto decisero di ringraziare il santo festeggiato il 3 febbraio con questo biscotto – ciambella , divenuto , nel tempo , simbolo di rinascita.
Il 3 febbraio, quindi , giorno di San Biagio, tra storia, cultura e gastronomia si preparano queste ciambelle che prima di essere offerte e consumate vengono benedette.
San Biagio , Venerato contro i malanni degli animali. Patrono dei contadini, dei veterinari, dei fidanzati, è il protettore della gola. Quella gola riprodotta nei dolci della tradizione popolare a lui dedicati in una festa particolarmente sentita in tutto l’Abruzzo.
San Biagio era vescovo di Sebaste, una città, mai trovata, dell’Armenia tardo-romana, a est della Cappadocia, medico di professione. Fu proprio il suo lavoro a fargli guadagnare l’elezione popolare, a vescovo. Durante le persecuzioni di Diocleziano e del suo successore Licinio, si rifugiò in una grotta.
Lì riusciva a guarire, semplicemente a segni di croce, gli animali che si presentavano davanti a lui. Anche quelli feroci. Scoperto casualmente da cacciatori/soldati venne portato in carcere a Sebaste. Anche lì continuò a fare miracoli, sia ai carcerieri che alle persone che si rivolgevano a lui. Condannato, fu flagellato, orribilmente torturato gettato in un lago e infine decapitato il 3 febbraio 316.
Il culto di San Biagio di Sebaste, e la leggenda collegata, si diffuse qualche secolo dopo, a partire dal VI-VII secolo, prima nella Chiesa Orientale (che lo commemorava l’11 febbraio), e poi in quella Occidentale (che preferì il 3).
A seconda delle regioni, San Biagio è identificato come patrono dei contadini (specie nel mondo balcanico), dei veterinari, dei fidanzati (nelle Alpi tra il Piemonte e la Francia), dei tessitori ed è pregato contro le malattie degli animali e i malanni della bocca e della gola. Tra i miracoli che fece, San Biagio salvò un bimbo che stava soffocando per una lisca di pesce conficcata nella trachea. In gola, appunto.
Come spesso accade le leggende creano tradizioni popolari culinarie. In occasione di questa festa, si consumano i Taralli di San Biagio, delle piccole ciambelle di pasta pane con anice che ricordano la forma della gola. La tradizione vuole che i dolcetti vengano regalati in Chiesa dopo la benedizione della gola.
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